Lazio L.r. n. 1/2020: Aggiornamenti per la sanatoria edilizia

Con la nuova L.R. n. 1 del 27.02.2020 la Regione Lazio modifica i parametri sanzionatori, rendendo più agevole la sanatoria edilizia.

Con la legge regionale n. 1 del 27.02.20201 la Regione Lazio è intervenuta in materia di accertamento di conformità, modificando in modo sostanziale i parametri del sistema sanzionatorio.

Questo intervento è maturato dalla censura della Corte Costituzionale che, con la sentenza n. 2 del 09.01.2019 2, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del c. 2, l. a), dell’art. 22 della l.r. Lazio n. 15 del 11.08.2008. 

L’art. 22 l.r. Lazio 15/2008 è la norma di riferimento del cd “accertamento di conformità”, disciplinato a livello nazionale dall’art. 36 T.U.E. (DPR 6 giugno 2001 n. 380)3, ossia il procedimento per mezzo del quale è possibile sanare interventi edilizi considerati abusivi, ossia difformi dalle normative urbanistiche o realizzati in assenza o in difformità del titolo urbanistico.

La sanatoria, come previsto dall’art. 36 T.U.E., è subordinata al verificarsi di due condizioni:

  • L’esperimento del doppio accertamento di conformità, il quale verifica “[…] se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda.”
  • La corresponsione di una sanzione pecuniaria “[…] il pagamento, a titolo di oblazione, del contributo di costruzione in misura doppia, ovvero, in caso di gratuità a norma di legge, in misura pari a quella prevista dall’articolo 16 (dpr 380/01).
    Nell’ipotesi di intervento realizzato in parziale difformità, l’oblazione è calcolata con riferimento alla parte di opera difforme dal permesso.”

L’art. 22 l.r. Lazio 15/2008 prevedeva invece al c. 2 l. a) e b) un trattamento sanzionatorio differente:

  1. Nel caso previsto dall’articolo 15, di un importo pari al valore di mercato dell’intervento eseguito, determinato con riferimento alla data di applicazione dell’oblazione;  
  • Nei casi previsti dagli articoli 16 e 18, di un importo pari al doppio dell’incremento del valore di mercato dell’immobile conseguente alla esecuzione delle opere, determinato con riferimento alla data di applicazione dell’oblazione; qualora, in relazione alla tipologia di abuso accertato, non sia possibile determinare l’incremento del valore di mercato, si applica una sanzione pecuniaria pari al triplo del costo di costruzione;

Per fare chiarezza possiamo così riepilogare la differenza del trattamento sanzionatorio: all’art. 36 T.U.E. si prevede la corresponsione del contributo di costruzione in misura doppia o in misura pari a quella dettata dall’art. 16 DPR 380/01; mentre l’art. 22 c. 2 l.r. Lazio 15/2008 si riferisce alla prestazione di una somma pari al doppio dell’incremento del valore di mercato dell’immobile o, in via residuale, al costo di costruzione in misura tripla.

Ed è qui che l’attenzione della Consulta si è soffermata, dichiarando illegittimo il c. 2 dell’art. 22 e sanzionando così questa divergenza tra normativa regionale e normativa nazionale che, in termini pratici, ha il solo effetto di aggravare e rendere pressoché impraticabile il ricorso alla sanatoria per gli interventi realizzati nel territorio regionale.

Alla luce di ciò, con la l.r. n. 1/2020 la Regione Lazio ha operato conformandosi a quanto disposto dalla Corte costituzionale, rettificando quanto dichiarato illegittimo riguardo l’art. 22, c. 2, l.r. Lazio 15/2008 e apportando le dovute modifiche per rendere la normativa più aderente a quanto sancito a livello nazionale.

Infatti, ad oggi, il c. 2 dell’art. 22 recita così: 

2. Il permesso di costruire e la denuncia di inizio attività in sanatoria sono subordinati al pagamento, a titolo di oblazione:

[a) nel caso previsto dall’articolo 15, di un importo pari al valore di mercato dell’intervento eseguito,

determinato con riferimento alla data di applicazione dell’oblazione;

a bis) nei casi previsti dall’articolo 15, di un importo pari a tre volte il contributo di costruzione;

b) nei casi previsti dagli articoli 16 e 18, di un importo pari a due volte il contributo di costruzione;

c) nei casi previsti dall’articolo 19, di un importo da un minimo di mille euro ad un massimo di 10 mila euro, in relazione alla gravità dell’abuso.

Questo intervento della regione Lazio ha così dato nuovo impulso al sistema dell’accertamento di conformità, agevolando sul piano economico l’accesso agli strumenti urbanistici in sanatoria.